…..I DIDN'T CHOOSE TO BE GAY, I JUST GOT LUCKY !.....

domenica 19 giugno 2016

Tris di Cile

La cinematografia cilena è rinata dopo la fine della dittatura agli inizi degli anni 90, dopo quasi un ventennio in cui nel paese del Cono Sud qualsiasi forma di arte era stata osteggiata e praticamente tutti gli artisti erano stati costretti all’esilio, se non uccisi. Una volta riconquistata faticosamente la libertà tutte le forme artistiche hanno ricominciato a svilupparsi in questo paese che è un po’ la sintesi tra le popolazioni native e quelle provenienti dall’Europa. Diversi registi hanno realizzato film di notevole livello e proprio in questi ultimi anni hanno ottenuto un discreto successo all’estero sia nei festival, sia nei circuiti tradizionali. Ricordiamo “Tony Manero” (2008), “Post Mortem” (2010) e “Il Club” (2015) di Pablo Larrain,  “La Vida de los Peces” (2010) di Matias Bize, “Affetti e Dispetti” (2010) di Sebastián Silva che è un regista apertamente gay che ha girato nel 2015 negli Stati Uniti e in inglese un film a tematica omosessuale “Nasty Baby”. Per parlare del tema trattato in questo blog, si può dire che benché la produzione sia abbastanza piccola qualche film di discreta qualità è stato realizzato. Qui ne presentiamo tre: “Des/Esperando”(2010), “ Mi Último Round” (2011) e “En la Gamas de los Grises” (2015).
Javier è un uomo politico ricco e potente, ha una moglie e un figlio ma ha anche un segreto da non rivelare, una relazione con Gonzalo, un giovane che vive con la madre sempre preoccupata che al figlio le cose non vadano bene. La relazione tra i due uomini si sta però deteriorando senza che Javier riesca a capirne il motivo. Per cercare di salvare il loro rapporto clandestino, Javier porta Gonzalo nella sua casa di campagna vicino ad un lago nel sud del Cile. Benché contrariato dal luogo prescelto il ragazzo lo segue anche se continua a mostrarsi distante per tutto il tempo della breve vacanza. Le cose peggioreranno quando Javier scoprirà che il suo segreto non è poi così tanto segreto.
La cosa più interessante del film è l’interpretazione dei due protagonisti, i due attori mostrano una grande chimica nel mezzo al caos di una relazione ormai distrutta e riescono a trasmettere la tensione e la disperazione di una situazione che non ha alcuna soluzione.

Una storia di amore gay dove proprio non te l’aspetti, in una cittadina, povera, del sud del Cile e nell’ambiente della boxe, nulla di più lontano dagli scenari consueti.
Il film narra la storia di due amici che finiranno per diventare amanti in modo imprevisto. I due affronteranno un viaggio dal sud del Cile fino a Santiago, la capitale. In questo percorso conosceranno momenti molto romantici alternati ad altri difficili. E’ anche la storia tra un uomo maturo e un giovane. Octavio, il più grande, un pugile professionista diventato poi un parrucchiere e Hugo, il giovane, che conosce Octavio quando si avvicina al mondo della boxe. Nasce l’amore e insieme cominceranno a conoscersi meglio e a sostenersi reciprocamente in un ambiente sociale totalmente omofobo.


Bruno è un architetto con una vita perfetta, è sposato ed ha un figlio. Arriva una crisi di mezza età e decide di lasciare la famiglia per aver modo di pensare alla  propria vita. In cerca di idee per le strade di Santiago per realizzare un’opera architettonica emblematica per la città, Bruno conosce Fer, un giovane gay, bello, esuberante ed estroverso. Bruno si innamora di Fer, e benché la storia apra nuove possibilità per Bruno, minaccia di essere anche disastrosa per sé e per la sua famiglia.
Il titolo richiama il sentire di Bruno, mentre per Fer in campo affettivo è tutto chiaro, o bianco o nero, Bruno non sa dove collocarsi nella scala del grigio che sta tra i due estremi. Lui per lo meno crede di non saperlo ma le sue esperienze giovanili e i suoi sentimenti attuali sembrerebbero lasciare meno dubbi…Da QUI! i sottotitoli per tutti e tre.

E per concludere un piccolo video che abbiamo realizzato, la colonna sonora è una canzone cilena che però è diventato un inno universale. Lo dedichiamo a tutte le vittime uccise dall’odio e dall’intolleranza, a quelle di Orlando, a quelle del Bataclan e di Charlie Hebdo, a quelle di Bruxelles e a quelle della Siria. A chi è perseguitato per il proprio orientamento affettivo, a chi è giustiziato per lo stesso motivo. A tutti i ragazzi pestati a morte perché si baciavano e a quelli che si sono uccisi per non essere stati accettati. Viva la Vita, Grazie alla Vita.

Anto

3 commenti:

  1. ciao Teo, mi da errore per i sottotitoli. Ho provato diverse volte, ma nulla. =(

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  2. oops...manca anche il file 'En la Gama de los Grises'...

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