La
cinematografia cilena è rinata dopo la fine della dittatura agli inizi degli
anni 90, dopo quasi un ventennio in cui nel paese del Cono Sud qualsiasi forma
di arte era stata osteggiata e praticamente tutti gli artisti erano stati
costretti all’esilio, se non uccisi. Una volta riconquistata faticosamente la
libertà tutte le forme artistiche hanno ricominciato a svilupparsi in questo
paese che è un po’ la sintesi tra le popolazioni native e quelle provenienti
dall’Europa. Diversi registi hanno realizzato film di notevole livello e
proprio in questi ultimi anni hanno ottenuto un discreto successo all’estero
sia nei festival, sia nei circuiti tradizionali. Ricordiamo “Tony Manero”
(2008), “Post Mortem” (2010) e “Il Club” (2015) di Pablo Larrain, “La Vida de los Peces” (2010) di Matias Bize,
“Affetti e Dispetti” (2010) di Sebastián
Silva che è un regista apertamente gay che ha girato nel 2015 negli Stati Uniti
e in inglese un film a tematica omosessuale “Nasty Baby”. Per parlare del tema
trattato in questo blog, si può dire che benché la produzione sia abbastanza
piccola qualche film di discreta qualità è stato realizzato. Qui ne presentiamo
tre: “Des/Esperando”(2010), “ Mi Último Round” (2011) e “En
la Gamas de los Grises” (2015).
Javier è un
uomo politico ricco e potente, ha una moglie e un figlio ma ha anche un segreto
da non rivelare, una relazione con Gonzalo, un giovane che vive con la madre
sempre preoccupata che al figlio le cose non vadano bene. La relazione tra i
due uomini si sta però deteriorando senza che Javier riesca a capirne il
motivo. Per cercare di salvare il loro rapporto clandestino, Javier porta
Gonzalo nella sua casa di campagna vicino ad un lago nel sud del Cile. Benché contrariato
dal luogo prescelto il ragazzo lo segue anche se continua a mostrarsi distante
per tutto il tempo della breve vacanza. Le cose peggioreranno quando Javier
scoprirà che il suo segreto non è poi così tanto segreto.
La cosa più interessante del film è
l’interpretazione dei due protagonisti, i due attori mostrano una grande
chimica nel mezzo al caos di una relazione ormai distrutta e riescono a
trasmettere la tensione e la disperazione di una situazione che non ha alcuna
soluzione.
Una storia di amore gay
dove proprio non te l’aspetti, in una cittadina, povera, del sud del Cile e
nell’ambiente della boxe, nulla di più lontano dagli scenari consueti.
Il film narra la storia di
due amici che finiranno per diventare amanti in modo imprevisto. I due
affronteranno un viaggio dal sud del Cile fino a Santiago, la capitale. In
questo percorso conosceranno momenti molto romantici alternati ad altri
difficili. E’ anche la storia tra un uomo maturo e un giovane. Octavio, il più
grande, un pugile professionista diventato poi un parrucchiere e Hugo, il
giovane, che conosce Octavio quando si avvicina al mondo della boxe. Nasce
l’amore e insieme cominceranno a conoscersi meglio e a sostenersi
reciprocamente in un ambiente sociale totalmente omofobo.
Bruno è un architetto con
una vita perfetta, è sposato ed ha un figlio. Arriva una crisi di mezza età e
decide di lasciare la famiglia per aver modo di pensare alla propria vita. In cerca di idee per le strade
di Santiago per realizzare un’opera architettonica emblematica per la città,
Bruno conosce Fer, un giovane gay, bello, esuberante ed estroverso. Bruno si
innamora di Fer, e benché la storia apra nuove possibilità per Bruno, minaccia
di essere anche disastrosa per sé e per la sua famiglia.
Il titolo richiama il
sentire di Bruno, mentre per Fer in campo affettivo è tutto chiaro, o bianco o
nero, Bruno non sa dove collocarsi nella scala del grigio che sta tra i due
estremi. Lui per lo meno crede di non saperlo ma le sue esperienze giovanili e
i suoi sentimenti attuali sembrerebbero lasciare meno dubbi…Da QUI! i sottotitoli per tutti e tre.
E per concludere un
piccolo video che abbiamo realizzato, la colonna sonora è una canzone cilena
che però è diventato un inno universale. Lo dedichiamo a tutte le vittime
uccise dall’odio e dall’intolleranza, a quelle di Orlando, a quelle del
Bataclan e di Charlie Hebdo, a quelle di Bruxelles e a quelle della Siria. A
chi è perseguitato per il proprio orientamento affettivo, a chi è giustiziato
per lo stesso motivo. A tutti i ragazzi pestati a morte perché si baciavano e a
quelli che si sono uccisi per non essere stati accettati. Viva la Vita, Grazie
alla Vita.
Anto



ciao Teo, mi da errore per i sottotitoli. Ho provato diverse volte, ma nulla. =(
RispondiEliminaoops...manca anche il file 'En la Gama de los Grises'...
RispondiEliminaok, grazie. ora li ho recuperati!
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