Nonostante
i diversi passi in avanti, ignoranza, paura e pregiudizio
sull’omosessualità resistono ancora oggi. Tanto che in alcuni
contesti scientifici, per fortuna del tutto confinati, sono stati
inventati trattamenti destinati a “riparare” questo tipo di
orientamento sessuale. Maltrattamenti che nel passato facevano
ricorso a misure estreme come istituzionalizzazione, castrazione,
elettroshock ai genitali. E che oggi comprendono l’induzione di
nausea e vomito mostrando immagini omo erotiche, la somministrazione
di scosse elettriche, l’uso della preghiera. Ecco il parere
dell’esperta.
La
follia delle terapie riparative per i gay
Era
il 1935 quando uno dei pensatori più illuminati del secolo scorso,
Sigmund Freud, scriveva che l’omosessualità “non è certo un
vantaggio ma non è un vizio, non è degradante, non può essere
classificata come malattia”. Non si è fatta molta strada da quel
momento. Il campo della salute mentale ha una lunga e triste storia
di incomprensione per alcune condizioni, con pesanti conseguenze sul
piano socio culturale. Vale la pena ricordare le terapie disumane
riservate nel secolo scorso alla malattia mentale. Ma anche
all’omosessualità. Trattata per lungo tempo in modo
discriminatorio e persecutorio. Inizialmente ritenuta una patologia
psichiatrica, la voce “omosessualità” viene rimossa dal Manuale
statistico e diagnostico dei disturbi mentali (punto di riferimento
internazionale per la diagnosi e la classificazione dei disturbi
psicopatologici) nel 1973 ma è del tutto scomparsa solo nel 1987.
Oggi le più autorevoli organizzazioni scientifiche sono concordi nel
ritenere l’omosessualità un orientamento sessuale al pari di
altri, non una malattia o una disfunzione da curare. Secondo
l’Organizzazione Mondiale della Sanità è una “variante naturale
del comportamento umano”.
Articolo della psicologa Brunella Gasperini
pubblicato
sul sito di D de La Repubblica il 31 marzo 2015
Nel
cinema questo argomento non è stato trattato frequentemente ma tre
titoli, tutti e tre statunitensi, siamo riusciti a trovarli. Non a
caso le pellicole sono americane perché è lì che questi, inutili,
tentativi di manipolazione hanno avuto il maggior successo
ideologico (ma non pratico) contando sul conservatorismo e
sull'omofobia delle comunità rurali dove l'influenza della religione
e del peccato trovano maggior terreno fertile. Anche in Italia ci
sono organizzazioni, per fortuna sempre più minoritarie e sganciate
dalla società “normale”, che tirano spesso fuori questi
argomenti. Naturalmente sono portate avanti da personaggi squallidi
che ottengono in questo modo una miserabile, ma inconcludente,
visibilità. La civilizzazione va avanti, se poi c'è l'impegno di
tanti, accelera. Impegnamoci! Anto
SAVE
ME (2007)
Mark,
un giovane dedito alla droga, si ritrova nelle mani della sua
famiglia ultraconservatrice dopo un'overdose. La loro soluzione è
quella di ricoverare a forza Mark in un centro di riabilitazione
cristiano diretto da Gayle che è persuasa di poter guarire i ragazzi
dalla loro omosessualità guidandoli spiritualmente.
All'inizio
Mark resiste ma poi trova conforto e amicizia da parte degli altri
membri, compreso Scott, che combatte anche lui con i propri demoni.
Quando i sentimenti fra Mark e Scott cominceranno a trasformarsi,
entrambi si troveranno a confrontarsi con delle reazioni di odio
inattese e Gayle sarà obbligata a riconsiderare i valori
fondamentali della sua esistenza...
I
AM MICHAEL(2015)
Il
film è basato su una storia vera. Michael Glatze è un uomo gay,
attivista e difensore dei diritti degli omosessuali che vive felice
insieme al suo compagno di tutta la vita mentre si dedica ad aiutare
una nuova generazione di giovani LGBT. Ma dopo un'esperienza che lo
porta vicino alla morte sente il bisogno di riconciliarsi con la
fede e con la diversa sessualità che la fede gli impone. Così nel
2007 Michael, sorprendendo il suo compagno, i suoi amici e tutti i
conoscenti “rinuncia” pubblicamente alla sua omosessualità per
convertirsi in un pastore cristiano omofobo.
FAIR
HAVEN (2016)
E'
una delicata storia di sentimenti semplici ma che sono poi quelli
essenziali nella vita. James torna a casa dopo una lunga permanenza
in un centro religioso di “riconversione” per gay. Lo attende il
suo distante padre che ha pianificato per lui la permanenza
nell'azienda agricola di famiglia nonostante il ragazzo sia un dotato
pianista. Tutto sembra tracciato, sembra non esserci via di scampo a
destini già disegnati. Ma la via di scampo c'è, e c'è per tutti,
anche per chi aveva pensato di avere forti certezze e che a queste ha
sacrificato la propria esistenza. L'amore, in tutte le sue forme
compresa quella verso se stessi, è la vera salvezza.