…..I DIDN'T CHOOSE TO BE GAY, I JUST GOT LUCKY !.....

giovedì 17 marzo 2016

Red dirt





Titolo       :  Red dirt
Aka          :
Anno        :  1999
Nazione    :  Usa
Lingua      :  Inglese
Sottotitoli : Italiano già applicati
Trailer       :


Film e recensione grazie ad Anto





Griffith è un giovane di 20 anni che vive nella località di Pine Apple nello stato del Mississippi con sua zia Summer. Impantanato in un quotidiano che non gli offre quasi niente, trattenuto da sua zia che è malata di agorafobia e da sua cugina Emily con cui ha una relazione incestuosa, il ragazzo sogna di partire verso il Texas, ad ovest. L'arrivo di uno sconosciuto, Lee, sconvolge la sua esistenza. Quello che all'inizio era solo un coinquilino della casa della vecchia governante di Griffith ora rappresenta la possibilità di scappare, facendogli mettere in discussione sia la sua vita presente sia l'attaccamento che prova verso le due donne, il tutto rivelando la sua inclinazione omoerotica che il giovane fatica a capire ed accettare.
La vicenda si svolge nel sud degli Stai Uniti e ne cattura l'essenza, si inscrive nella linea degli scrittori del sud come Tennessee Williams e di film che abbiamo già trattato in questo blog come Pit stop e sopratutto Last summer (dove sono presenti identiche atmosfere) . L'omosessualità è sfiorata sottilmente e non è il tema principale anche se la tensione omoerotica pervade gran parte della pellicola, il film mette in primo piano la scoperta di se stessi e il peso sociale della famiglia. Griffith da una parte è tirato dalla zia malata di mente e dall'altra dal partire e vivere la sua vita. Questo è un piccolo regalo che faccio al blog e a me stesso per festeggiare i miei due anni di collaborazione. E' un film che mi è molto caro perché è il primo che ho visto in assoluto dove si parlava di omo-affettività e non sapevo che ce ne fosse, eravamo nell'anno 2000. Al di là di questo mio coinvolgimento personale a me sembra che il film sia bello, con ottime interpretazioni di attori importanti (Karen Black fra tutti) e una bella regia. Non riesco quindi a capire il motivo per cui il regista Tag Purvis abbia girato nella sua vita solo questo. Da QUI !
Anto . 

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