…..I DIDN'T CHOOSE TO BE GAY, I JUST GOT LUCKY !.....

domenica 29 luglio 2012

Thomer (5)

.........
-nella media ma due chiappe d'acciaio !- al baretto, all'ombra.
-Sapessi quanto me ne frega del culetto, hehe, preferivo un attrezzo da mandingo.-
-Ha ha, ma sei fissata !-
-Già, ma sono così rari-  sghignazza mentre io...
-Come quello? - un bel maschio in pantaloncini da spiaggia  stava salendo gli scalini che portavano alla terrazza del baretto dove stavamo, non solo bello ma davanti aveva un pacco da eccedenza bagaglio.
-Ma hai visto cosa ha in mezzo alle gambe?- Ale è sull'eccitata.
--Presentati e sfoggia le tue arti di concubinaggio- lui aveva notato Ale anche perché difficilmente passa inosservata , con le sue misure e il mini costume. Continuo a punzecchiarla -guarda che ti ha notata- lei niente fà la scema ridendo ma non facendo nessuna mossa - Cazzo guardalo e sorridi !- l'ordine fa effetto e lei gli sorride, in un batter d'occhio il marcantonio è seduto al tavolino, io spolvero il panino e sparisco con la benedizione di Ale, "Chicane" portami a casa.
A Gerusalemme prima di rientrare a casa faccio un salto al supermarket con tutti quei bei commessi arabi che mi fanno sangue, poi a casa, innaffio le piante, doccia, cena, chattata e a letto. "Days go by".
Lavoro, pranzo, caffè e digestione. Sono pronto per andare in palestra ed ora per andarci passo di là, allungo di molto ma... passo di là, ok più' tempo più' benzina ... ma io passo di la'. Lentamente passo davanti ma lui non c'è e quindi diretto alla gym.
-Ciao boss manishma?- è il titolare della palestra, pochi convenevoli e vado a sollevare ferro. Evito la descrizione dei miei compagni di allenamento per evitare che mi sudino le mani mentre batto sulla tastiera. Sudatona, doccia (un mondo di cazzi circoncisi) e via diretto nuovamente davanti al negozio. Spero nel rosso così da fermarmi proprio davanti al negozio.
La fortuna è dalla mia, arancio, rallento, rosso. Che culo proprio davanti al targhet, per un'attimo penso a che cazzo sto facendo, io che mi scopo anche i lampioni per strada ora sono qui a fare la posta ad uno sconosciuto,  carino, ma sempre uno sconosciuto, che pirla. Fine ragionamento e mi accorgo che è li.
Lui è seduto sul muretto basso a pochi metri da me, impossibile non notare che guardavo prima il negozio e poi lui, si incuriosisce, guarda bene l'auto e abbassa un po la testa per vedere chi c'è all'interno, brivido alla schiena e comincio ad arrossire e sentire caldo. Alla radio esplode "Muguai" mentre lui salta giù dal muretto e si avvicina, verde, è verde. Schizzo via imbarazzatissimo. Lui segue la mia fuga e guarda bene la targa, riconoscibilissima in quanto diversa dalle normali targhe gialle di qui. Arrivo a casa e dopo qualche sega mentale su cosa avrà pensato il tipo mi preparo per una cena tra colleghi e quindi noia, fumo e alcool, speriamo ci sia Ale per parlare di cazzate.
"The dandy Warhols" mi accompagna nell'ultima chattata prima di andare a letto, penso a lui ed ho il cazzo duro come il marmo. Che palle.
-Stasera andiamo in disco al compleanno della sorella di Esi - faccio un salto e per poco non rovescio il caffè, stavo in saletta caffè per una breve pausa.
-Manco lo sapevo- Esi era un amico di palestra, molto conosciuto negli ambienti divertimento e che sbavava per Ale facendoci entrare a sbaffo in tutte le disco e le feste.
-Abbiamo già preso il regalo-
-Abbiamo? Majestatis ?-
-Si ci ho pensato io, ma ai fiori pensaci tu.-
-Va bene- e so anche dove andare a prenderli, e vaiiii.
Provo qualche maglietta, che poi che provo, sono sempre quelle, mi spruzzo profumo come se ad ogni spruzzo diventassi più figo, mi guardo e riguardo allo specchio. Ma che caz... sto facendo, cioè devo solo andare a comperare dei fiori. Imbecille!
Mentre mi avvicinavo avrò cambiato idea una decina di volte, tentenno poi entro. Non c'è nessuno.
-Shalom- e compare lui da uno sgabuzzino che non avevo notato, in mano un'enorme tazza, forse caffè. Mi parla in ebreo ma poi chiarisco e continuiamo in Inglese.
-Cosa cercavi?-
-Fiori !- insomma un deficiente, lui ride...
-Sei nel posto giusto- io sorrido e guardo in giro no so cosa.
-Vuoi del caffè?- e io si, si , anche se so già che sarà un beverone ma si, si !
-Sono per un compleanno di un'amica, giovane.-
-Vuoi quelli , che sono già pronti o faccio io una composizione.- e io ancora si, si , si. Ebete !
Intreccia, taglia, unisce foglie e fiori e intanto parliamo... a lungo
Thomer ! Thomer 26 anni da Haifa, ora vive a Gerusalemme, fà un paio di lavori e sopratutto simpatico, me lo stavo mangiando con gli occhi,  in poco tempo mi aveva stregato e un'ideuzza mi salta alla mente.
-Aleeee ! Ma se porto qualcuno alla festa?-
-Ma cazzo li raccatti per strada ora ? Ma sei un maiale !- sbotta sta impunita, poi lei parla.
-No che hai capito, è il fiorista .-
-Ci rinuncio, ma non ti sfugge nessuno, ma vuoi farti tutti i maschi abili e arruolati di Israele?- Esagerata.
-...e daiii .- ero fuori dal negozio con la tazzona.
-Si ok, tanto mi ha detto che potevo portare chi volevo, però passi a prendermi.-
-Ancora? Ma non hai la macchina?-
-Uff che palle, mi stresso a guidare e tanto poi la dimentico da qualche parte.-
-Non se ne parla proprio.- ed ora coraggio, si va ad invitarlo, sempre se ce la faccio. (Ce la faccio ?)

6 commenti:

  1. Ce l'ha fatta si. u.u Altrimenti lo facciamo ritornare li a chiederglielo. Forza su, siamo curiosi! Teooo

    RispondiElimina
  2. Sti racconti di Gerusalemme mi piacciono un sacco Teo!

    RispondiElimina
  3. Che suspense Teo :))) Sì sì chiediglielo!!!! :P

    RispondiElimina

Commentate gente ! Commentate !